Registrazione audio integrale della Relazione di Raffaella Di Marzio
"Organizzazioni settarie e antisettarie: strutture e dinamiche similari in contesti antagonisti"
12° Congresso Internazione promosso dalla Società Italiana di Psicologia della Religione (SIPR):
"L'IO, L'ALTRO, DIO: Religiosità e Narcisismo" Verona, 20 e 21 Novembre 2010.
http://raffaelladimarzio.blogspot.com/2010/11/narcisismo-settarismo-e-antisettarismo.html
http://pietrobono.blogspot.com/2010/12/organizzazioni-settarie-e-antisettarie.html

domenica 2 agosto 2009

Arkeon, i bisonti e le tentazioni "distruttive" 2-8-2009

L’altra sera a “Super Quark”, è stato trasmesso un bel documentario sui bisonti dei parchi d’America. Ho appreso con stupore in quella trasmissione che, a fronte di una popolazione attuale di circa 5.000 bisonti, all’inizio del secolo scorso erano rimasti soltanto 26 esemplari di questo maestoso animale. Inoltre, ho appreso che addirittura, la specie autoctona dei lupi grigi era stata sterminata definitivamente in quei territori già dal 1926, e che la reintroduzione del lupo in quei territori era stata compiuta negli ultimi anni, utilizzando la specie del lupo bruno Canadese. In questo modo si era quindi ricostituito una sorta di equilibro naturale, precedentemente azzerato da talune devastanti tendenze umane.

Riflettevo su questi comportamenti umani che paiono andare ben oltre la ricerca anche solo del più bieco profitto economico. Ma che invece paiono quasi mirare alla distruzione di qualunque forma e simbolo di bellezza, fierezza e naturalezza.

Riflettevo di queste cose guardando il televisore nel reparto di medicina in cui ero stato ricoverato nella tarda mattinata. E non riuscivo, davanti a quelle stupende immagini di una lotta cruenta ma leale tra i lupi e i bisonti, a non pensare alle analogie con l’attacco e il tentativo, che di leale non ha certo nulla, di “sterminio” e di persecuzione delle famiglie di arkeon.
E la mia mente tornava alla mattinata. Tornava ai pensieri che sull’ambulanza mi affollavano la mente mentre, tappezzato da fili di ogni tipo, mi infilavano la maschera dell’ossigeno.
Ero stato messo d’urgenza sull’ambulanza dopo una visita urgente del cardiologo, per un violento e preoccupante dolore al petto. La cosa buffa, in tutto questo trambusto, è che alle domande del cardiologo, mi veniva quasi da rassicurarlo sulle mie condizioni e, quasi per giustificarmi, mi veniva da dirgli: “…non si preoccupi dottore, è solo che ho avuto un periodo un po’ stressante e soprattutto ho ricevuto ultimamente brutte notizie…”. Infatti mezz’ora prima avevo ricevuto notizie allucinanti sul caso arkeon. E anche altre, altrettanto inquietanti, la sera precedente.
In tutto questo non potevo non pensare alle tante vicende di “crepacuore” di cui avevo letto in questi ultimi mesi. Di persone come Don Govoni e tanti altri che, accusati ingiustamente, sono stati trafitti da tanta ingiustizia, tanta cattiveria e ottusità.
http://www.falsiabusi.it/Modena/home_modena.htm

A guardarlo dall’ambulanza, il teatrino che intorno alla vicenda arkeon si è costituito negli ultimi tre anni, veniva quasi da ridere. Guardare alla burocratica giurisprudenza con cui alcuni giudici si erano pronunciati sostenendo che verso il lavoro e le famiglie di arkeon non c’era stata alcuna diffamazione, faceva venir da ridere. Quasi morire…dal ridere.
Pensare, ascoltando la sirena dell’ambulanza, agli ultimi criminali titoli dei giornali: “Il progetto della setta: violentarle per guarirle”, faceva pensare al verosimile progetto di certi Centri Studi: “violentare la verità per eliminarli…”.
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_01.php?IDNotizia=254006&IDCategoria=1

Così sull’ambulanza mi ascoltavo e mi sentivo in pace con me stesso e con la mia vita. L’unica preoccupazione andava ai miei figli ancora i tenera età. E a mia moglie.
Un desiderio però restava.
Quello di poter salutare le tante persone, le tante famiglie incontrate nel percorso di arkeon, che mi hanno accompagnato e incoraggiato in questi anni.

Ho intenzione d vivere ancora a lungo.
Ho diversi progetti nel cuore.
La lezione di questi giorni mi porta a prendere una decisione che ho rimandato a lungo per mesi.
Ora, evidentemente, non ho più molto da perdere. Soprattutto non ho più tempo da perdere.
E questo senso di libertà mi ripaga del dolore provato in questi anni per tutte le bugie lette, per tutte le cattiverie, le menzogne e i palesi “intenti distruttivi” di quattro gatti rancorosi formati in un Centro di documentazione che certo non merita questo nome e che in sede del Procedimento Civile a Bari, in cambio di “clemenza”, pare abbia chiesto il mio silenzio, insieme a quello di Cosimo e della Dott. Di Marzio. Che spettacolo penoso!
http://pietrobono.blogspot.com/2009/06/arkeon-il-procedimento-civile-per.html

Ora ho solo il desiderio di riprendere una vita normale. Non ho più intenzione di privarmi dell’amicizia, dell’affetto e della compagnia di tante persone, tante famiglie meravigliosamente normali che mi sono infinitamente care. Perché è questo che mi spacca il cuore, e non certo il risentimento di persone che prima hanno fatto di tutto per rovinare la propria vita ed ora si sono dedicate al tentativo di rovinarla ad altri.

Così ho organizzato, nella prima metà di Settembre in centro Italia, un incontro tra le famiglie che hanno condiviso l’esperienza di arkeon e che hanno il piacere di rivedersi in serenità.
Sarà una giornata informale, non un seminario. Un’occasione per incontrarci e stare semplicemente insieme in uno dei luoghi più cari a San Francesco, e magari percorrere un tratto del cammino e del sentiero a lui dedicato.
Intanto un abbraccio sentito a tutti.

Pietro

giovedì 25 giugno 2009

Arkeon: urge una "CARTA DI NOTO" 25-6-2009

Nel 1996 prese forma la CARTA DI NOTO - Linee guida deontologiche per lo psicologo forense. Documento nato dalla collaborazione interdisciplinare tra avvocati, magistrati, psicologi, psichiatri, criminologi e medici legali dopo il convegno "Abuso sessuale sui minori e processo penale", tenutosi a Noto il 9 Giugno 1996 ed organizzato dalla Prof.ssa de Cataldo Neuburger e dall’Istituto Superiore Internazionale di Scienze Criminali…
http://www.privacy.it/codeonpsicolforense.html

Nel 2002, la Carta venne rivista e integrata.
“Il presente aggiornamento della Carta di Noto del 1996, che costituisce ormai un riferimento costante per giurisprudenza, letteratura e dottrina, è stato reso necessario dalle innovazioni legislative intervenute nel frattempo e dall’evoluzione della ricerca scientifica in materia.
Le linee guida che seguono devono considerarsi quali suggerimenti diretti a garantire l’attendibilità dei risultati degli accertamenti tecnici e la genuinità delle dichiarazioni, assicurando nel contempo al minore la protezione psicologica, nel rispetto dei principi costituzionali del giusto processo e degli strumenti del diritto internazionale…”
http://www.falsiabusi.it/area_giur/giurispr/02.htm
http://www.falsiabusi.it/area_giur/giurispr/11.htm

Una delle cose che risalta nel caso arkeon, è l’assoluta mancanza di un qualche protocollo, inteso a definire le procedure per intervenire in questi casi delicati e controversi.
Chiunque, privato cittadino o gruppo organizzato può, per il momento, alzarsi un bel mattino e dare dell’ADEPTO o della SETTA a chiunque altro.
Insomma chiunque, indipendentemente dal motivo che lo muove, può cercare di rovinare la vita a tante persone e famiglie, senza che vi sia una procedura a tutela di quella che può rivelarsi una vera e propria persecuzione.

Molto banalmente, se una persona da’ del “pazzo” a qualcun altro pubblicamente, può rischiare una denuncia per diffamazione.
Al contrario se qualcuno da’ della “setta” o “dell’adepto” a qualcuno, anche se l’accusa risulta essere infondata, può farlo liberamente.

Un altro aspetto ancora più inquietante e drammatico è il ruolo dei consulenti.

Tutti sanno che la vicenda arkeon ruota intorno allo “studio” compiuto sul gruppo dalla Dott.ssa Tinelli del CeSAP.
http://www.asaap.org/documenti/cesap.pdf
http://pietrobono.blogspot.com/2009/06/arkeon-facciamo-il-punto-1-8-6-2009.html

- Pare di capire, ad esempio, che in tale studio non sia stato esplicitato il modello teorico utilizzato, così da permettere la valutazione critica dei risultati.
L’unico modello che traspare, è quello autoreferenziale. Dove chi prova a portare una qualunque critica è, per forza di cose nella migliore delle ipotesi un “plagiato”. E’ il modello che altrove appellavo “ILLUMINATODADIO” (credo sia interessante notare che è il modello, che non prevede contraddittorio, preferito dalle “sette”, quelle vere).
http://pietrobono.blogspot.com/2009/03/articoli-sulla-vicenda-arkeon-16-3-2009.html

- Ne, a quanto sembra, pare siano state utilizzate metodologie e criteri riconosciuti affidabili dalla comunità scientifico di riferimento.
http://pietrobono.blogspot.com/2009/03/arkeon-e-il-concetto-di-lavaggio-dl.html

Proprio questi ultimi due punti sono i pilastri, non a caso, della CARTA DI NOTO.

Insomma ci si è dati, per dirla in parole povere, ad una banale e cruenta diffamazione prima e persecuzione poi, dove, a distanza di secoli, sembrano rispuntati le modalità e i metodi da vera Inquisizione.
http://pietrobono.blogspot.com/2009/06/arkeon-il-procedimento-civile-per.html

In uno stato di diritto ci si aspetterebbe ben altro.

Per questo motivo ritengo improrogabile la stesura di un documento che ponga un argine a questa follia che ha stravolto la vita a centinaia di famiglie.
Dove il pregiudizio e l’ignoranza infestano le coscienze.
Dove la prepotenza e non il diritto, la fanno da padrone.

Quanto tempo dovremo ancora attendere per vedere un barlume di buon senso e di civiltà in questa vicenda?

Pietro Bono

venerdì 5 giugno 2009

Arkeon e il prezzo della verità 6-6-2009

“Tortura delle parti offese”.

Quando ho sentito per la prima volta questo concetto, al Convegno “Abusi, falsi abusi e scienze forensi”, mi è venuta la pelle d’oca.

http://www.falsiabusi.it/archivio/eventi/pfafflin.htm

Il caso dei fratellini di Basiglio è emblematico: un ragazzino di 13 anni accusato di abusare della sorellina più piccola e strappato alla famiglia, senza alcun preavviso, il giorno del suo compleanno. Persone dei servizi sociali, che tempo dopo lo accompagnano sotto casa sua, e dall’auto gli indicano la finestra illuminata, e gli promettono che, se lui conferma le accuse, potrà tornare finalmente a casa dai suoi genitori.

http://www.tempi.it/interni/004493-una-guantanamo-bambini

http://www.tempi.it/004492-un-odissea-ancora-aperta

http://www.tempi.it/interni/001261-unordinaria-follia

http://www.tempi.it/interni/001039-la-legge-del-pi-isterico

http://www.tempi.it/interni/00966-una-pura-spaventosa-formalit

http://www.tempi.it/interni/002071-accuse-da-favola

Questo è solo un piccolo esempio di cosa significhi “tortura delle parti offese” in questi contesti.

E per queste torture, e per la “follia” e l’esaltazione che circonda questi casi, decine e decine di persone sono morte in questi anni. Di crepacuore, ma anche suicide per l’infamia di un marchio ricevuto ingiustamente.

Insieme alla bellezza indiscutibile della vita, si mescolano anche zone di orrore. Così come del resto avviene forse anche all’interno di ogni animo umano, nell’eterna lotta tra il bene e il male, tra unione e separazione.

Nessun settore viene forse risparmiato, nemmeno quelli il cui mandato appare particolarmente importante e rappresentativo.

http://espresso.repubblica.it/dettaglio//2022070/2

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/02/20/savino-troppe-connivenze-bisogna-subito-fare-pulizia.html

http://www.corriere.it/cronache/09_marzo_19/imarisio_genova_8e710f84-1464-11de-9dd5-00144f02aabc.shtml

http://www.corriere.it/cronache/09_marzo_22/rizzo_0bd8b934-16bf-11de-a7e8-00144f486ba6.shtml

“Le cavallette”, come altrove le ho chiamate, sanno come cibarsi di queste e di altre contraddizioni.

http://www.centrostudi-ancoragenitori.it/index2.php?option=com_content&do_pdf=1&id=790

http://www.claudio-rise.it/ilpadre/il_padre.htm

Ciò che cerco di dire, anche se mi imbarazza perché mi pare che nessuno abbia il coraggio di farlo con chiarezza, è una verità scomoda.

Negli ultimi 10-15 anni, nelle tematiche relative ai falsi abusi su minori, ha dovuto scorrere tanto sangue innocente, e tanti bambini sono stati “torturati”, convinti da “esperti” incompetenti di aver subito abusi, e coinvolti in folli circhi mediatici e insensati processi. Solo il coraggio dei genitori e degli insegnanti che sono riusciti a sopravvivere a tali ingiustizie, grazie alla passione di esperti prudenti e misurati, ha portato a sedimentare una esperienza che si sta sempre più consolidando. Esperienza che si rivela di vitale importanza per tutti coloro che sono coinvolti immotivatamente e ingiustamente in vicende analoghe.

Non ho motivo di credere che avverrà diversamente per il caso di arkeon e per gli altri casi di false identificazioni di “sette”.

Prima che venga consolidata una esperienza che possa tutelare chi viene accusato ingiustamente e a sproposito di appartenere a una “setta”, passerà del tempo. E molti dovranno patire ingiustamente.

Il mio non è certo un augurio, è semplicemente un’osservazione oggettiva, che trova riscontro in tanti episodi.

http://pietrobono.blogspot.com/2009/05/arkeon-e-la-verita-16-5-2009.html

Ad aggravare questo è a mio avviso una mentalità “malata”. Direi meglio, “perversa”.

Il CeSAP, come anche i suoi corrispondenti e corrispettivi nel campo delle tematiche relative ai minori, alla resa dei fatti, non mi pare che mirino in realtà a una composizione famigliare, ma personalmente mi pare che in sostanza spingano spesso verso una spaccatura del concetto e della realtà di ciò che è famiglia.

Qualche esempio ho già cercato di farlo, ma certo ci sarebbe ben altro da dire.

http://pietrobono.blogspot.com/2009/03/arkeon-e-i-cervelli-lavati-19-3-2009.html

In comune questi due movimenti, gli anti-sette e talune associazioni, hanno dalla loro la capacità di influenzare l’immaginario e soprattutto, il pre-giudizio collettivo.

Parole come PEDOFILO, ADEPTO, SETTA non possono lasciare indifferenti nessuno.

E non credo sia un caso che, a quanto ho avuto modo di approfondire, nella quasi totalità dei casi poi rivelatisi dei “falsi abusi”, quelli che scientificamente si chiamano “falsi positivi”, il tentativo era spesso di dimostrare la presenza di “sette” più o meno sataniche che si sarebbero dedicate agli abusi sui bimbi.

http://www.falsiabusi.it/Modena/home_modena.htm

http://www.falsiabusi.it/brescia/home_bs.htm

http://www.falsiabusi.it/rignano/home_rf.htm

Le parole PEDOFILO, ADEPTO, SETTA, motivate o meno che siano, lasciano indistintamente una scia di sangue.

Questo, a mio modesto avviso, è il motivo per cui sono state usate anche contro arkeon.

E questo è, per quel che mi riguarda, il motivo della querela per diffamazione contro coloro che coscientemente e scientificamente hanno alimentato con scritti e con parole questa forma di delegittimazione e di “linciaggio”.

E che queste forme di “estremismo”, tendano in realtà al disgregamento della Famiglia e dei valori della intera Comunità sociale, generando sospetto e intolleranza, non sono solo io a dirlo.

http://www.tempi.it/esteri/002077-i-soliti-sospetti

http://www.corriere.it/cronache/08_agosto_03/trento_vietato_fotografare_figli_c15c1e88-612d-11dd-ab06-00144f02aabc.shtml

http://www.corriere.it/cronache/08_agosto_04/estate_divieti_d29533b4-6200-11dd-bd3f-00144f02aabc.shtml

Pietro Bono

lunedì 11 maggio 2009

Arkeon e il silenzio degli onesti. 11-5-09

"Non ho paura delle parole dei violenti, ma del silenzio degli onesti. La nostra vita comincia a finire il giorno che diventiamo silenziosi sulle cose che contano”. Martin Luther King.

C’è un risvolto nella vicenda arkeon, che mi interessa particolarmente: il silenzio di chi ha conosciuto direttamente il percorso di arkeon e la sua pulizia.
La frase di Martin Luther King che ho riportato sopra, descrive in modo estremamente calzante il mio sentimento.

Ho provato, nel corso dei mesi, a darmi delle spiegazioni.
E’ vero, il logorio determinato da tanti passaggi, tanti aspetti, in questa vicenda ha fatto la sua parte.
Ma credo ci sia dell’altro. Credo esista un senso recondito, e per certi aspetti, comune che ha generato forse questa “distanza”.
Certo il modo in cui è stato trattato il tema in televisione e sugli altri media, a partire dal Gennaio 2006 con Costanzo, poi “Mi manda rai 3” ancora nel 2006; per arrivare alla trasmissione “Terra” nell’Ottobre 2007, è stato talmente superficiale e fuorviante che immagino abbia generato uno stato di avvilimento per molte famiglie, così come è stato anche per me.
http://pietrobono.blogspot.com/2008/10/presidente-f.html
http://pietrobono.blogspot.com/2009/03/articoli-sulla-vicenda-arkeon-16-3-2009.html
http://pietrobono.blogspot.com/2009/03/arkeon-e-i-cervelli-lavati-19-3-2009.html

Anche il metodo utilizzato sul forum del CeSAP, di gettare cioè discredito, ridicolizzare e anche insultare apertamente coloro che avessero “osato” scrivere testimonianze non contrarie al lavoro di arkeon, ha certo fatto la sua parte.
Poi c’è stato l’intervento in forze della Digos durante l’incontro aperto di Roma da me organizzato insieme ad altri, per rendere possibile uno studio della vicenda da parte della studiosa Raffaella Di Marzio.
http://www.dimarzio.it/srs/modules/news/article.php?storyid=148
Ma credo che l’elemento che più ha segnato le persone che avevano conosciuto arkeon, sia stato l’oscuramento del sito di Raffaella Di Marzio e il suo essere inserita tra gli avvisati di Garanzia.
(In data 24-2-2011 il G.I.P. Dott. Marco Guida di Bari, su richiesta dello stesso P.M proponente Dott. Francesco Bretone, archivia il procedimento PER INFONDATEZZA DELLA NOTIZIA DI REATO).
http://raffaelladimarzio.blogspot.com/2011/03/la-festa-per-qualcuno-e-finita.html

Questo passaggio e il contesto in cui è avvenuto, perlomeno per me, che ho sempre avuto fiducia e stima nelle Istituzioni, ha segnato una ferita profonda. E sono certo che sia stato il sentimento di molti.
Le centinaia di persone che avevano scritto con fiducia alla Dott.ssa Di Marzio per offrire la loro testimonianza, sono come scivolate in un silenzio ovattato.
E io credo di comprendere i sentimenti di costoro.

Solo uno sparuto gruppo eterogeneo di persone, non si è lasciato scoraggiare e intimidire. E li ringrazio di cuore.

Ho cercato, in questi ultimi mesi di alzare un po’ lo sguardo oltre la vicenda di arkeon.
Ciò che ho visto, non è stato affatto rassicurante.
A partire dal sito “Falsi Abusi”, ho cercato di documentarmi sia attraverso l‘interessante materiale riportato, sia attraverso i vari siti indicati.
http://www.falsiabusi.it/

Leggendo di questo e di altri argomenti attinenti, sempre mi rimbombava nella mente una parola: abuso, abuso, abuso…
Finché un giorno ho provato a mettere insieme i pezzi attraverso una banale domanda che mi sono posto: come si sente un bambino quando si rende conto di essere abusato?
E lì ho forse cominciato a comprendere.

Per come la vedo io, che non ho titoli, la definizione di abuso riguarda “la distorsione della verità”.
Ti spaccio una cosa per un’altra, una falsità per una verità. E faccio questo per mio interesse personale, utilizzando uno spazio di autorità su di te.
Spesso l’abuso, specie su minori, ha connotati sessuali.
In molti altri casi, viene consumato senza componenti di tipo sessuale.
Perché forse, e questa è una ipotesi determinante, in molti casi l’obiettivo dell’abuso non è la componente “sessuale”, ma il desiderio, il bisogno di rivendicare una qualche “autorità” sull’altro.
Quindi la finalità non è forse tanto “l’appagamento sessuale”, quanto piuttosto “il potere”, ottenuto spesso con il generare una sottomissione, un asservimento.

E’ evidente che, in questo ambito, ogni generalizzazione lascia il tempo che trova.
Ritengo però che farsi delle domande magari originali, sia più utile che darsi risposte scontate.

Rispetto all’abuso poi è risaputo che una consistente percentuale di “abusatori”, abbia ricevuto nell’infanzia a sua volta degli abusi.
Forse non è molto diverso dal meccanismo del “nonnismo” che un tempo vigeva nella cosiddetta “naja”.

Personalmente ho ben poca fiducia che la verità completa sulla vicenda arkeon possa venire a galla.
Troppi sono gli interessi e le coperture in gioco. Specie quelle istituzionali, l’ultima delle quali ho cercato di descrivere proprio l’altro giorno.
http://pietrobono.blogspot.com/2009/05/arkeon-e-i-nuovi-bravi-questo-studio.html

Tornando però alla mia domanda iniziale, su come si senta un bambino che si accorge di essere abusato, credo di poter affermare che si senta proprio come un adulto che si accorga di essere abusato con l’appoggio di una istituzione: cioè impotente.
Un grande senso di rabbia per l’ingiustizia subita, una grande delusione e risentimento nei confronti di chi ritiene avrebbe dovuto in qualche modo proteggerlo (per il bambino, i genitori), una perdita di fiducia nel sentimento della comunità sociale e delle sue regole.

Questo, secondo me, è quello che è accaduto anche alle famiglie di arkeon.

Come ho detto, non ho più fiducia nella Giustizia.
Quando ho letto in una relazione della Digos di Bari che, il fatto di essersi costituiti come Associazione presso un notaio, era da considerarsi prova, per gli insegnanti di arkeon, della loro intenzione di delinquere, allora proprio, me lo si lasci dire, mi sono caduti del tutto i coglioni.
Queste sono le mani in cui sono finite le famiglie di arkeon.

Non ho più fiducia nella Giustizia, però ho fiducia in me, nelle persone oneste “di buona volontà” , che non sono poche, e soprattutto in Dio.
E la lezione più grande che ho imparato da questa vicenda, è che ciascuno può fare, se lo ritiene, la sua parte.
E ancor più che questo può rivelarsi forse, come viene chiamato in altri contesti ,“l’atto mancato” cioè la risposta che non avevo potuto dare, in precedenza nella mia vita, di fronte all’ingiustizia.

Per questo motivo desidero creare un’associazione contro questo genere di abusi, e per questo motivo desidero scrivere un libro che possa testimoniare questo abuso che stiamo subendo.
Perché TUTTO CIO’ NON E’ GIUSTO e non deve accadere anche ad altri innocenti.
Cosa è la vita senza una speranza di Giustizia?

Pietro Bono


"Non ho paura delle parole dei violenti, ma del silenzio degli onesti. La nostra vita comincia a finire il giorno che diventiamo silenziosi sulle cose che contano”. Martin Luther King.

sabato 21 marzo 2009

GRAZIE A VOI 21-3-2009

Sto riflettendo su due progetti.
Il primo è scrivere, con il contributo di chi si renderà disponibile, un libro-memoriale per raccogliere le testimonianze di questi ultimi anni, delle famiglie di arkeon.
Il secondo è quello di aprire uno spazio di accoglienza sia per persone e famiglie coinvolte in gruppi o culti a carattere coercitivo, sia per gruppi o culti demonizzati.
Di questi due progetti intendo scrivere presto.

Prima però ho una cosa da fare.
Voglio ringraziare due persone speciali.
La prima, anonima, si chiama “Amanda”.
La seconda, ho imparato a conoscerla in quest’ultimo anno, si chiama Raffaella Di Marzio.

Nell’Ottobre 2007 , a pochi giorni dagli avvisi di garanzia a persone di arkeon, il dibattito in rete su questo tema si fece vivace. Già da oltre 18 mesi sul forum del CeSAP era stato aperto il discorso su arkeon. Purtroppo però in quel luogo era impossibile dialogare senza essere riempiti di insulti o pesanti allusioni. Sul forum dell’ADUC, sembrò aprirsi uno spiraglio di confronto. Magari acceso, però possibile.
In quei giorni trovai questo post:
http://www.aduc.it/dyn/dilatua/dila_mostra.php?id=155444&L1=2800

da: Amanda
data: 18 Ottobre 2007
Vorrei rispondere e spiegare alcune cose, spero bene.E normale attendersi che un ente dedito ad un lavoro delicato come quello del CESAP abbia un consiglio di controllo con personalita del tutto indipendenti ed autorevoli nel diritto o nella scienza. E naturale pensare che un lavoro di controllo tanto delicato non possa essere svolto a livello di consiglio da semplici volontari e che questi non possano avere interessi familiari e professionali in comune tra loro (3 su 4!), soprattutto con chi dirige l'attivita operativa. E normale nelle aziende, a maggior ragione in un ente di questo tipo.
Non trovo poi piu il blog che ho citato e me ne scuso, ma neppure smentite o trasparenti spiegazioni dei metodi di azione, diciamo cosi, pre ed extra-giudiziali dell'ente CESAP. E un peccato che nessuno finora abbia voluto spiegare.Anche un contributo di critica interessante (psicologa di stato, etc) è sparito. Segnalo anche le preghiere dei neocatecumeni di non essere accomunati a coloro che adorano il maligno (e si sono macchiati di crimini orrendi), un'esigenza ovvia per cristiani, e trovo sconcertante la risposta dell'ente CESAP a questo proposito.
In molti paesi in questi anni accanto alla continua attenzione ai gruppi definiti sette, visti pero nel quadro del diritto umano all'associazione e alla libera scelta (che credo sia anche la posizione del Ministero degli Interni ,,,), si e sviluppata molta attenzione anche ai cosidetti "witch hunters" (cacciatori di streghe). Questo forse perche dal MedioEvo abbiamo imparato a temere molto piu gli inquisitori, con i loro roghi facili (come quello politico di Giovanna Arco) che le streghe.
Pochi forse qui sanno che le teorie tanto riportate dal CESAP di Margaret Singer sono state respinte dalla grande maggioranza degli esperti e psicologi americani come non vere, anche a livello ufficiale. Essi hanno anche trovato che i "fuoriusciti" dai gruppi che si impegnavano in gruppi "antisette" presentavano spesso sintomi patologici, al contrario di chi non lo faceva o che restava nei gruppi. Di conseguenza, le corti federali hanno rigettato del tutto le teorie del Dr. Singer che ha anzi dovuto ufficialmente ritrattare le sue posizioni. Non voglio discutere qui la bonta delle teorie di Margaret Singer, ma solo mostrare che esse non sono per nulla un sicuro riferimento - anzi una posizione isolata.
Alcuni enti contro le sette non aiutano i "fuoriusciti" a superare dispiaceri o traumi ma continuano a mantenere in loro un odio inesauribile, invece di renderli critici, liberi e capaci di fare i conti con una scelta sbagliata, insistendo invece nel farli sentire vittime meritevoli e bisognevoli di un risarcimento non economico ma di punizione. Si osserva a volte che l'attaccamento al capo di questi gruppi antisette e ancora piu patologico che quello al capo del gruppo da cui sono usciti. Quanto osservo su questo sito e su quello del CESAP e molto preoccupante in qeusto senso.
Normalmente la denuncia di crimini e un fatto individuale, gestito non da gruppi di cittadini. Persino gli utili telefoni per denunciare crimini contro i bambini non organizzano poi azioni extra-giudiziare ma affidano alla polizia la fase post-denuncia. Non accade questo con il CESAP.Alcun gruppi antisette infatti ritengono che il mondo non comprenda la gravita di quanto accade. Non gli basta la condanna di un individuo che ha commesso reati, ma vogliono la distruzione di tutti quanti li hanno feriti o delusi, o di chi non gli da ragione - anche quando questo non riguarda il diritto penale o civile.
Essi quindi organizzano campagne di stampa, molto efficaci dove il giornalismo e poco attento, e poi vere e proprie campagne di persecuzione verso coloro che essi hanno imparato ad odiare (e il loro odio e continuamente rinfocolato da chi gestisce le loro apparizione televesive, i loro interventi). Quanti difendono il gruppo sono chiamati "plagiati" e la loro testimonianza viene del tutto screditata.Preoccupa vedere come un certo Paolo nel forum del CESAP e stato subito minacciato di prigione, arresti, quasi che appartenere al gruppo oggi oggetto degli attacchi sia un reato di per se. L'obiettivo e creare un clima di terrore.
ANche se un gruppo e antipatico, o forse dice cose sbagliate, esso ha il diritto di riunirsi e di vivere liberamente. Spesso finisce il polverone con un assoluzione generale, non e successo nulla, o forse si scopre solo che non c era altro che qualche persona cattiva, tanta presunzione e un cattivo sistema di controlli. Ma il risultato e un grave danno per decine, centinaia di persone innocenti e piu soldi e fama per un ente "antisette".
Ho forse capito che si discute di qualche "fuoriuscito" che ha poi finanziato la campagna del CESAP contro ARKEON. Molto spesso chi non riesce a raggiugnere posti di rilievo dentro il gruppo o viene espulso o frustrato, usa poi tutte le sue risorse per distruggere i precedenti compagni. E uno squallido ma comune spettacolo. Ma anche qui manca la trasparenza del CESAP (quanti soldi? con che vincoli? chi controlla?).
La magistratura e anche la polizia non sono preparati a questo gioco e, come ha messo in luce qui qualcuno, non si preoccupa di infiltrare e forse di indagare a fondo: risulta effettivmaente che i seminari di ARKEON erano del tutto aperti.
Non credo che nessuno, CESAP compreso, sia troppo in alto per non essere discusso.


Questo post di “Amanda” ritengo fosse in risposta ad alcune “provocazioni” giunte da simpatizzanti del CeSAP per ciò che “Amanda” aveva scritto il giorno precedente:
http://www.aduc.it/dyn/dilatua/dila_mostra.php?id=155444&L1=2900

da: Amanda
data: 17 Ottobre 2007
Seguo con interesse questo dibattito. Mi interessa molto il lavoro del Cesap anche perche vedo la gratitudine verso Lorita Tinelli.Mi ha stupito pero che il consiglio del Cesap sia costituito da quattro persone, di cui, oltra la dottoressa, uno sembra essere il marito e l'altro suo fratello, entrambi dediti a tutt'altre attività (mi pare rilievi elettromagnetici). L'altro è uno sconosciuto. Perche non vi sono personalita di spicco? Viene lasciato isolato questo ente?Interessante l'insistenza sul plagio, anche per le implicazioni. Che tecniche usa la dottoressa Tinelli per combattere le sette che ha identificato? Ho letto su un blog che inizia a bloccare tutte le attivita manda fax con minacce ai luoghi dove si riuniscono, alberghi, ecc colpisce aziende che ritene collegate ecc. Agisce anche sui luoghi di lavoro? E vero? Ma in Italia questo e legale? Qui mi sembra di no. Grazie a tutti



Ciascuno può condivere o meno le opinioni di “Amanda”.
Intanto non credo sia casuale però che il CeSAP, in fretta e furia, rinnovò il Consiglio:
http://www.aduc.it/dyn/dilatua/dila_mostra.php?id=155444&L1=2700

da: Rinnovato il consiglio del CESAP
data: 24 Ottobre 2007
Qualcuno ha notato che dopo l'appunto di Amanda sul fatto che erano solo in quattro di cui due parenti e nessun competente in materia il consiglio del CESAP è cambiato? Tra l'altro datando il giorno prima del post. E accusavano Arkeon di cambiare il sito!Ma questa ha delle responsabilità sociali?


D'altronde nel CeSAP queste “modalità” erano ben presenti da tempo, come ci ha dettagliatamente descritto la Sig.ra Radoani, che del Consiglio Direttivo del CeSAP, aveva fatto parte.
http://www.asaap.org/documenti/cesap.pdf

Dettagli a parte, ciò che mi interessa quì dire, dal profondo del cuore, è grazie “Amanda”.
Non so se avrai modo di leggere queste righe.
Indipendentemente da ciò, “Amanda” che lo sappia o no, hai “salvato” tante famiglie e certo anche delle vite umane.
Quando infatti intervenne, nessuno di noi, credo, era consapevole in che calderone arkeon e le famiglie erano state gettate. Nessuno di noi conosceva né il contesto, né i riferimenti di questo strano mondo fatto di “sette” ed “anti-sette”.
In seguito alla sollecitazione di “Amanda” cominciai ad approfondire, finchè decisi di chiedere aiuto a qualcuno. Così scrissi a Raffaella Di Marzio.
http://www.dimarzio.it/srs/modules/news/article.php?item_id=148

Raffaella ha pagato, come credo sempre abbia fatto, e continua a pagare in prima persona, per il coraggio di non entrare nel coro. E di farsi, di volta in volta, una sua personale opinione e una sua personale ricerca sul campo.
Per non aver voluto anche lei mangiare la “zuppa” precotta della Dott.ssa Tinelli, dispensata a piene mani alla Digos ed alla Procura di Bari, alla SAS, al GRIS, all’Ordine Psicologi Puglia, ai Codacons Puglia, ai media, a tutte le associazioni anti-cult italiane ed europee e Dio solo sa’ a chi altri.
In fondo, entrare in quella squadra, poteva dare anche a lei dei risultati, come del resto è stato intanto per taluni.
http://www.altrapsicologia.it/elezioni-enpap/cig-sud-lorita-tinelli.asp
http://www.osservatoriopsicologia.it/chi_siamo/


Raffaella no, non ha chinato il capo. E prontamente è stata punita, con i sistemi che ben abbiamo imparato a conoscere.

Raffaella, prima di essere brutalmente censurata, con l’oscuramento del suo sito http://www.dimarzio.it/srs/ , e con un Avviso di Garanzia - il cui testo stranamente quasi coincide con la lettera della Dott.ssa Tinelli https://groups.google.com/forum/#!msg/it.cultura.newage/o5pIJPpzxyE/8Ms0T_XDHC4J - aveva raccolto molte testimonianze.
E certo Raffaella è anche al corrente delle tante soverchierie messe in atto contro le famiglie di arkeon.
E sono certo che, appena le sarà consentito dalla Procura di Bari, riprenderà la sua ricerca sul caso arkeon. Immagino con un occhio ancora più attento, se possibile.
(In data 24-2-2011 il G.I.P. Dott. Marco Guida di Bari, su richiesta dello stesso P.M proponente Dott. Francesco Bretone, archivia il procedimento PER INFONDATEZZA DELLA NOTIZIA DI REATO). 
http://raffaelladimarzio.blogspot.com/2011/03/la-festa-per-qualcuno-e-finita.html


Raffaella sa’ delle minacce, delle persecuzioni, delle distorsioni, delle prevaricazioni, anche delle vere e proprie induzioni a gesti estremi di autolesionismo.
E certo, a suo tempo saprà cosa fare, nell’ambito scientifico, di queste informazioni.

Così Raffaella desidero ringraziarti pubblicamente: Grazie di cuore.
Anche tu, e certo ne sei cosciente, hai salvato solo con la tua presenza silenziosa di questi mesi, tante famiglie dalla frantumazione.
Soprattutto hai accolto, finché ti è stato possibile, lo smarrimento e in qualche caso, il grido di dolore di tante famiglie, con estrema umanità e con estremo rispetto, così come immagino hai sempre accolto il grido di aiuto dei fuoriusciti dai culti e delle loro famiglie.
Grazie per averci trattati come “persone”, e non come “appestati”.

Pietro Bono

domenica 11 gennaio 2009

Primo passo 11-1-2009

Gentile lettore,

nell’estate del 2003 venni sollecitato da un gruppo di cari amici a mettere in cantiere un modulo formativo per famiglie e per istituzioni. Data la mia passione per la montagna e l’alpinismo, ben conosciuta da queste persone, mi venne richiesto di mettere a punto un modulo sperimentale da esplorare intanto tra conoscenti, che riguardasse in qualche modo la relazione con la montagna appunto.
Nell’immediato considerai la proposta come balsana. O comunque prematura.
Date però le insistenti adesioni, fui costretto a pensarci seriamente.
Dopo giorni e giorni di ascolto e di riflessione, quando ormai il tempo stringeva, non ero riuscito neanche a trovare un nome a questo lavoro.

Una notte mi svegliai, e mi tornò in mente un mio desiderio che avevo coltivato per anni, senza però purtroppo mai riuscire a realizzare: quello di fare lo zaino con mio padre e starcene una settimana insieme in montagna facendo un po’ di trekking con la tenda. E la sera, se possibile, accendere un piccolo fuoco, e noi due sedercisi attorno, e parlare di noi e della vita.

Così su quel progetto in sospeso, pensai che “walking together”, potesse essere un buon auspicio per un modulo formativo per famiglie.
A quel nome aggiunsi poi “step by step”, considerando che le cose reali hanno bisogno di muoversi un passo alla volta.
Destino volle che all’ultimo momento la sperimentazione del modulo, per fortuna, saltò.
Mi restò, di quell’esperienza solo un nome “step by step, walking together”, che tenni nel cassetto.

Sono trascorsi da allora diversi anni.
Molte cose nella mia vita sono avvenute.
Ho finalmente accolto la sfida dell’amore.
Nel Dicembre 2003 mi sono sposato con Alice.
Sono nate due creature dalla nostra unione.
Mio padre Domenico, pur cercando con tutte le sue forze di resistere in vita fino alla nascita del mio secondogenito, se ne è andato in pace nell’Agosto del 2005.

Negli ultimi tre anni gli avvenimenti hanno come subito una ulteriore accelerazione.
Prima la casa da ristrutturare, poi altre questioni ancora più delicate hanno preso spazio nella vita mia e della mia nuova famiglia.
Fino ad arrivare a questi ultimi tormentati mesi.
Dico tormentati perchè mai, prima di ora, mi ero sentito così spaccato tra i miei progetti più autentici e la responsabilità di essere genitore e marito.

Questa notte, dopo un periodo tra i più difficili della mia vita, ho finalmente compreso.

Il tempo che mi resta da vivere, breve o lungo che sia, ogni mia energia sarà dedicato a questo “sogno” nuovo, ma in realtà molto antico e conosciuto.
Dar vita a uno spazio tutelato dove le persone possano incontrarsi e dialogare, a prescindere dalle proprie idee e dai propri pregiudizi. Uno spazio che possa restituire fiducia e intimità alle persone di buona volontà. Uno spazio dove l’affetto, per chi lo desidera, possa essere vissuto integralmente, e non solo sussurrato.
E ho scelto di condividere, per chi lo desidera, questa nuova tappa della mia esistenza, anche se, come sempre, non so’ dove potrà portarmi.

Oggi metto qui la prima pietra.
Alla memoria di Domenico, umile contadino, ma soprattutto, mio Padre.
11-1-2009
Pietro Bono