
"Organizzazioni settarie e antisettarie: strutture e dinamiche similari in contesti antagonisti"
12° Congresso Internazione promosso dalla Società Italiana di Psicologia della Religione (SIPR):
"L'IO, L'ALTRO, DIO: Religiosità e Narcisismo" Verona, 20 e 21 Novembre 2010.
http://raffaelladimarzio.blogspot.com/2010/11/narcisismo-settarismo-e-antisettarismo.html
http://pietrobono.blogspot.com/2010/12/organizzazioni-settarie-e-antisettarie.html
sabato 8 maggio 2010
Don Giorgio Govoni: quando la calunnia uccide

venerdì 7 maggio 2010
Qualche volta la verità emerge: caso "asilo Sorelli" di Brescia
E’ di questi ultimi giorni la sentenza con cui la Corte di Cassazione mette la parola fine dopo sette anni di procedimenti sulla vicenda dell’asilo Sorelli di Brescia.Questa sentenza, a parte il giornale “Avvenire”, ha avuto scarso rilievo nazionale.
Eppure negli anni aveva sollevato molto clamore.
“La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi del procuratore generale e delle parti civili contro le assoluzioni di otto imputati che erano stati indagati per presunti abusi sessuali nei confronti di bambini della scuola materna comunale di Brescia Sorelli. La vicenda aveva destato notevole clamore: due maestre avevano subito un anno di carcerazione. Sono quindi stati assolti definitivamente un sacerdote, sei maestre e un bidello.
La vicenda della scuola materna Sorelli, che si trova nel centro storico di Brescia, ha scosso la città a partire dal maggio del 2003. Nelle indagini, oltre agli otto indagati assolti in via definitiva dalla Cassazione, erano rimasti coinvolti anche altri due sacerdoti e una bidella. Le loro posizioni furono però archiviate. In primo grado, al sacerdote, al bidello e alle sei maestre, vennero contestati, complessivamente, abusi su 23 bambini e il pm Roberta Licci aveva chiesto che tutti venissero condannati a una pena complessiva, di 125 anni di carcere. La sentenza d'assoluzione, per tutti, giunse il 6 aprile del 2006, dopo undici giorni di camera di consiglio…”.
L'asilo di Brescia: assoluzione definitiva per le maestre e il sacerdote 6-5-2010
http://www.avvenire.it/Cronaca/asilo+brescia+assoluzione_201005061106526830000.htm
Pare di capire che si sia trattato di un paradossale episodio di “psicosi collettiva”.
“…Nelle 538 pagine di motivazioni della sentenza di primo grado i giudici scrissero, tra l'altro, di "colonizzazione mentale", di genitori che "si erano di fatto sostituiti agli organi inquirenti…".
…
“…In primo grado i giudici avevano sostenuto come l' intera inchiesta fosse frutto di un «contagio psicologico»: una sorta di sindrome che si sarebbe trasferita da un asilo (l' Abba), finito sotto inchiesta per presunti abusi (per i quali un solo imputato è ancora a processo dopo l' assoluzione con rinvio in Cassazione), alla scuola materna Sorelli con il trasferimento in questa struttura di due insegnanti arrivati proprio dall' Abba…”.
Le accuse di orrori all' asilo Ultimo atto, le intercettazioni 18-3-2009
http://archiviostorico.corriere.it/2009/marzo/18/accuse_orrori_all_asilo_Ultimo_co_7_090318048.shtml
Trovo estremamente importanti, a mio giudizio, le domande che anche oggi si pone Lucia Bellaspiga:
“…Le violenze, le "feste in maschera", le orge di gruppo cui le maestre avrebbero accompagnato i bambini per abusarne e videoriprenderli con la complicità di sacerdoti (all’inizio ben tre erano gli indagati) non sono mai avvenuti.
Tutto bene, quindi? Lieto fine e sospiro di sollievo? Sì, per i 23 bambini, la cui sorte stava a cuore all’intera cittadinanza e alla Chiesa bresciana, da sempre preoccupata per la salute dei piccoli oltre che per la giustizia nei confronti dei tanti accusati. Ma che dire delle due maestre (trent’anni di carriera appassionata) rimaste in carcere un anno in isolamento, poi agli arresti domiciliari? O del peso portato con serena dignità da don Stefano Bertoni, l’unico dei tre sacerdoti rimasto fino a ieri in attesa di giustizia dopo che la posizione degli altri due era stata quasi subito archiviata per manifesta innocenza? Come ci si può sentire quando una città si spacca tra innocentisti e colpevolisti, lacerata tra la paura del mostro e la difesa di sei maestre e un sacerdote attorno ai quali la gente si è stretta, mentre i giornali parlavano di "asilo degli orrori" e "preti alla gogna nella cattolica Brescia"? (l’associazione “Prometeo” non aveva atteso il lavoro dei giudici e aveva subito concluso che "il tutto va inquadrato tra gli abusi ritualistici di stampo satanico, gli elementi ci sono tutti: escrementi, torture, croci, religiosi deviati"...).
Ma soprattutto come si arriva a una valanga del genere, basata sul nulla eppure in grado di crescere e stritolare le vite di otto persone ingiustamente accusate e 23 famiglie - quelle dei bambini - gettate nell’angoscia?...”.
Brescia, pedofilia all'asilo: tutti assolti dopo sette anni 7-5-2010
http://www.avvenire.it/Cronaca/pedofilia+brescia+assolti_201005070724090070000.htm
Già, è proprio il caso di farsela questa domanda: come si arriva a una valanga del genere?
“… Era insomma in atto un «condizionamento a catena». Padri e madri non avevano dubbi sulla colpevolezza degli indagati. Se qualcuno provava a metterla in dubbio, si legge negli atti del processo, veniva accusato dagli altri genitori di essere una spia…”.
Psicosi pedofili all'asilo Sorelli 6-5-2010
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=100623&sez=HOME_INITALIA
Ecco in proposito le parole del Vescovo di Brescia Mons. Luciano Monari:
“… «Il sospetto che si fosse consumato questo crimine si è fatto strada nelle relazioni umane e in quelle istituzionali; e tutti sappiamo che quando il dubbio s’insinua il bene compiuto, seppur grande, cade nell’oblio e la fiducia si sgretola». Il vescovo di Brescia (e vicepresidente della Cei) mons. Luciano Monari commenta così in una nota la terza e definitiva assoluzione con la quale ieri la cassazione ha definitivamente scagionato don Stefano Bertoni (attualmente missionario in Brasile), un bidello e le maestre della scuola materna comunale «Sorelli»…”.
…
“…«La sofferenza delle persone coinvolte in questa vicenda», giudicata dai giudici di «contagio emotivo e sociale», è stata, rileva il presule, «enorme e nessuno, forse, potrà restituire loro piena serenità per ciò che hanno vissuto.Trovare pace richiederà tempo. Servirà un processo di riconciliazione di cui qualcuno dovrà farsi carico e la verità emersa esigerà, forse, anche il tempo del perdono e i modi della giusta riparazione» «Il caso Sorelli ha certamente fatto scoprire a Brescia di essere vulnerabile - conclude il vescovo -…”.
Caso Sorelli, Monari: "Sette anni di sospetti ma nessuna prova" 7-5-2010
http://ilgiorno.ilsole24ore.com/brescia/cronaca/2010/05/07/328613-caso_sorelli.shtml
Risparmio i lettori dallo stillicidio di chi negli anni ha “fomentato” e montato il caso.
Se qualcuno vuol proprio farsi del male, in rete può trovare tanto materiale.
A me preme solo osservare che, come ciò che riguarda il processo arkeon, anche qui sembrava di essere tornati nel far-west.
La domanda che mi resta è: cosa sarebbe successo nel caso “asilo Sorelli”, se non si fosse mobilitata grossa parte della società civile, politica e culturale in difesa di questi innocenti?
La risposta me la tengo per me. Ma è molto amara…
Pietro Bono
sabato 20 marzo 2010
Arkeon e il circo mediatico-giudiziario 20-3-2010

di
http://www.liberilibri.it/opera.php?k=112
Daniel Soulez Larivière, avvocato del foro di Parigi “…è stato il primo ad «inventare» un concetto e un dibattito che in Italia ha decisamente attecchito, molto più che nella patria di origine. Era il 1993, anno di terremoti giudiziari anche in Francia, e l' avvocato-giurista Soulez Larivière, protagonista di celebri processi, autore di una decina di libri sui problemi della giustizia, si vide rifiutare da due quotidiani una lettera nella quale spiegava come gli fosse materialmente impossibile difendere i suoi assistiti dagli effetti del connubio Giustizia-Mass media. «Gli atti giudiziari - ricorda - erano pieni di dettagli ininfluenti, ma appetitosi per il pubblico. Sembrava che il problema fosse quello di divertire la gente con scandali assortiti che giravano intorno all' indagine, ma non la riguardavano direttamente. Per chi si trova coinvolto, è come andare contro un muro di cemento armato. L' innocenza magari viene anche dimostrata, ma ormai il danno è fatto». La reazione a quel rifiuto fu un libro, Il circo mediatico-giudiziario, che venne pubblicato anche in Italia (Liberilibri editore, 1994), con poca eco…”.
Tratto dal Corriere:http://archiviostorico.corriere.it/2007/marzo/19/Parlai_per_primo_gogna_mediatica_co_9_070319121.shtml
Processo arkeon: la costruzione sociale delle vittime 20-3-2010
Il tempo delle vittimedi
Descrizione tratta da unilibro:
http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-eliacheff_caroline_soulez_lariviere_daniel/sku-12413367/il_tempo_delle_vittime_.htm
E se questa è la diagnosi dello stato di salute della nostra società, la prognosi è gravissima: di questo passo si può arrivare a distruggere la democrazia, e le stesse vittime, almeno quelle vere, non ne ricavano un reale vantaggio.
martedì 16 marzo 2010
Interessante scheda su R.E. MAYA 16-3-2010
"ASSOCIAZIONE R.E. MAYA: ALDILÀ DEI MEDIA "
http://www.dimarzio.it/srs/modules/mydownloads/cache/files/64622835854949361353531624866962-remaya.doc
Articolo di Raffaella Di Marzio
Roma, 16 Marzo 2010
Buona lettura a tutti.
Pietro Bono
domenica 20 dicembre 2009
Intervista a Zornitta: "Trasformato in mostro dai giudici che aiutavo"
http://www.ilgiornale.it/interni/intervista_zornitta_trasformato__in_mostro_giudici_che_aiutavo/zornitta-unabomber/20-12-2009/articolo-id=408252-page=0-comments=1
venerdì 13 novembre 2009
Quando "Periti" e "Consulenti" esagerano 13-11-2009
http://www.ilgiornale.it/interni/su_panorama_quei_32mila_bambini_rapiti_giudici/13-11-2009/articolo-id=398586-page=0-comments=1
Su «Panorama» Quei 32mila bambini «rapiti» dai giudici
di Redazione
Sono 32.391 i cosiddetti «sequestri di Stato» di cui parla il settimanale Panorama oggi in edicola. Oltre trentamila minori sottratti alla custodia dei genitori per decisione (a volte frettolosa) della giustizia. Nell’inchiesta di Antonio Rossitto, il settimanale indaga sulla sorte di questi bambini e sulle accuse di superficialità eccessivo interventismo contro assistenti sociali, psicologi e magistrati. Storie che si ripetono quotidianamente («Ogni giorno ne portano via almeno 80»). Storie come quella di Barbara e Patrizia, madre e figlia separate nel ’76 e ritrovatesi solo ora; o come quella dei fratellini di Basiglio, chiusi per due mesi in comunità per un’immagine oscena in realtà disegnata da una compagna di classe. I dati parlano di un aumento del 29,3% delle sottrazioni di minore negli ultimi dieci anni. Spesso per maltrattamenti e abusi, ma talvolta per eccesso di zelo. Per difendere i genitori sono nate alcune associazioni e siti, come www.falsiabusi.it. E su giustizia minorile e psicologi qualcuno avanza un dubbio: e se alimentassero un business che vale più di un miliardo di euro?
Tratto da "Panorama" 13-11-2009
Fratellini di Basiglio sottratti ai genitori: parlano i piccoli. In questo video
http://blog.panorama.it/italia/2009/11/12/fratellini-di-basiglio-sottratti-ai-genitori-parlano-i-piccoli-in-questo-video/
Le pressioni fatte dagli psicologi, le violenze subite in comunità, lo strazio per l’allontanamento da casa. I due fratellini di Basiglio, sottratti a marzo del 2008 ai genitori per un disegno a sfondo sessuale erroneamente attribuito alla bambina, raccontano la loro storia in un’intervista esclusiva a Panorama, in edicola da venerdì 13 novembre.
“Quei due mesi in comunità sono stati un incubo” ricorda il fratello, di 14 anni. “Una volta un ragazzo straniero mi ha puntato il coltello in faccia. Gli educatori hanno tentato di dividerci. Lui urlava che mi voleva ammazzare”. Sua sorella, 10 anni, racconta a Panorama: “Senza i miei genitori sono stata malissimo. Non dormivo la notte. Mi mancavano tantissimo. Mi sentivo molto sola: speravo sempre di tornare a casa”.
Il ragazzo parla pure dell’incontro con uno psicologo: “Quando sono entrato nella stanza ha urlato che se gli dicevo la verità mi avrebbe riportato a casa. Gli ho risposto che non avevo fatto niente con mia sorella. Lui gridava: ‘Non è vero! Mi devi dire la verità!’ Sono uscito piangendo: sentirsi fare un’accusa del genere è stato terribile”. Anche la bambina riferisce a Panorama un episodio analogo: “Mi chiedevano se facevo quelle cose con mio fratello, con un tono molto forte. Ero terrorizzata“.
I due fratellini erano stati portati via da casa il 14 marzo del 2008: una maestra aveva trovato sotto il banco della bambina un disegno che li raffigurava in una scena di sesso. Ma era lo scherzo di una compagna di classe. Sono tornati dai genitori dopo più di due mesi.
antonio.rossitto
Fratellini di Basiglio: assistente sociale
e psicologi indagati per lesioni colpose
http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_febbraio_12/fratellini_basiglio_indagati_psicologi_assistente_sociale_lesioni_colpose-150993331678.shtml
Sottratti ai genitori per un disegno
http://milano.corriere.it/cronache/articoli/2008/04_Aprile/22/disegno_bambini.shtml?fr=correlati
Tornano a casa i fratellini tolti ai genitori
http://milano.corriere.it/cronache/articoli/2008/05_Maggio/16/basiglio_tornano_casa.shtml?fr=correlati